Fatturazione Elettronica: dal 1°Gennaio scatta l’obbligo ma il Garante Privacy esprime il suo parere

Il Garante per la Protezione dei Dati, per la prima volta, ha esercitato, una delle nuove e prerogative attribuitegli dal Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR), costituita dall’esercizio del cosiddetto potere correttivo di avvertimento.

L’Art. 58 della nuova normativa europea prevede, la possibilità per le Autorità nazionali di controllo, di intervenire nei confronti degli enti o degli organi dello Stato, qualora ravvisi, nella loro veste di Titolari del trattamento, delle criticità che possono porsi in contrasto con la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali.

L’OPINIONE DEL GARANTE:

Secondo il Garante, il nuovo obbligo di fatturazione elettronica presenta, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio dei dati su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione.

Il problema non riguarda i dati obbligatori ai fini fiscali, ma il vero e proprio contenuto della fattura che per sua natura contiene informazioni sui beni e servizi acquistati e dalla quale sono evincibili abitudini e tipologie di consumo dei cittadini fino alla descrizione dettagliata delle prestazioni sanitarie o legali di cui si è usufruito.

Inoltre, severa critica è mossa nei confronti della scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale tutte le fatture in formato digitale.

IL RUOLO DEGLI INTERMEDIARI

Infine altro punto dolente è stato ravvisato nella circostanza che gli intermediari delegabili dal contribuente (es. software house, provider web, ecc.) ed incaricati della trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture, operano spesso nei confronti di una moltitudine di imprese e contribuenti, accentrando enormi masse di dati personali presso i loro archivi, con evidente aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche per ulteriori usi impropri che ne potrebbero derivare.