IL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE NEL RIENTRO POST COVID DI UN LAVORATORE

Fin dalle prime fasi di gestione dell’emergenza Covid-19 è emerso che la prima regola da osservare per governare in modo corretto una situazione così complessa deve essere quella di affrontare l’emergenza coinvolgendo professionalità diverse così come diverse sono le sfaccettature di questo evento.

Quelle stesse professionalità sono le medesime che devono (o dovrebbero) essere presenti all’interno delle Aziende e che già lavorano insieme sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro e sono rappresentate dalla sinergia tra Datore di Lavoro, Rspp[1], Medico Competente e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Questo approfondimento si concentra non sulla fase dell’emergenza Covid legata alla presenza di un soggetto sintomatico ma su un aspetto post emergenza relativo a come gestire in sicurezza il rientro al lavoro di un soggetto ammalatosi in precedenza.

Il rientro di un lavoratore in azienda dopo un periodo di assenza dovuto al Covid è certamente un evento da gestire con massima attenzione e cautela sia sotto l’aspetto prettamente sanitario sia sotto l’aspetto di evento che può o potrebbe determinare eventuali ed ulteriori problematiche di sicurezza.

Il soggetto ammalatosi e poi guarito non è solo un lavoratore ma anche un cittadino pertanto è doveroso non dimenticare le precisazioni stabilite in tal senso dalla Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 n. 32850[2]. Tale Circolare stabilisce le condizioni che devono essere soddisfatte per riammettere in comunità un soggetto in base alle diverse casistiche (casi positivi sintomatici, asintomatici, a lungo termine ecc…. Si rimanda alla nota e all’integrale lettura della Circolare per approfondimenti.

Il rientro viene quindi certificato dalla competente autorità che può variare a seconda della Regione di appartenenza.

Il rientro del soggetto in quanto lavoratore soggiace alla presentazione da parte del lavoratore della documentazione attestante la negativizzazione del tampone a cui si è sottoposto [3]

A seguito di tale passaggio si inserisce il ruolo prettamente attivo del Medico Competente in relazione alla visita medica che dovrebbe effettuare sul lavoratore guarito.

Vi è tuttavia una differenza tra le disposizioni normative su tale tematica.

Il DPCM attualmente in vigore (vedi nota 3) stabilisce quanto riportato:

Per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da COVID19, il medico competente, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza, effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione”. (D.Lgs 81/08 e s.m.i, art. 41, c. 2 lett.  e-ter), anche per valutare profili specifici di rischiosità e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

Lo scopo di tale adempimento è quello di rispondere agli obblighi sanciti dalla normativa in materia di sicurezza in relazione alla sorveglianza sanitaria[4]. L’adempimento della visita medica inoltre risponde anche all’ulteriore esigenza di valutare profili specifici di rischiosità e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

Le precisazioni relative allo svolgimento della visita medica su un lavoratore guarito quale condizione necessaria per il rientro presso l’ambiente di lavoro presentano delle differenze nella Circolare del Ministero della Salute del 29/04/2020 n.14915[5].

Tale Circolare stabilisce l’adempimento della visita medica post Covid riducendo il suo campo di applicazione ai soli casi in cui il lavoratore abbia effettuato un periodo di ospedalizzazione.

Essenziale risulta il flusso informativo che deve esistere tra il lavoratore, l’Azienda e il Medico Competente in modo tale che tutti i comportamenti siano tesi nell’unica direzione di tutelare la salute delle persone.

Il punto di vista del Datore di Lavoro è quello di adottare tutte le misure a tutela della salute del personale che opera nell’ambito della sua organizzazione in applicazione del principio di massima sicurezza fattibile. Questo è applicabile solo con la collaborazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

I comportamenti attivi del lavoratore devono essere tesi a far pervenire al Medico Competente tutte le informazioni necessarie soprattutto in relazione all’evolversi dello stato di salute a seguito della malattia in modo che il Medico Competente possa effettuare le proprie valutazioni anche in considerazione dei fattori di rischi specifici legati alla mansione del lavoratore interessato.

L’obiettivo della fase valutativa della documentazione fatta pervenire dal lavoratore unitamente all’evoluzione dello stato di salute del lavoratore e ai fattori di rischio specifici sarà così quello di consentire al Medico Competente di esprimere il giudizio di idoneità a seguito della visita di reintegro così come stabilita dal DPCM attualmente in vigore.

La gestione dell’emergenza Coronavirus anche nelle fasi postume deve essere quindi gestita alla stregua dell’intera sicurezza in azienda con la collaborazione di tutti gli attori per una più efficiente ed efficace strategia prevenzionistica.

[1] Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

[2] Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 n. 32850 “COVID-19: indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=76613&parte=1%20&serie=null

[3] Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/04/20A06109/sg  – Allegato 12 punto 12

[4] https://www.ispettorato.gov.it/it-it/strumenti-e-servizi/Documents/Testo-unico-salute-sicurezza-sul-lavoro-81-08-edizione-gennaio-2020.pdf (art. 41 comma 2 lett e ter)

 

[5] Circolare Ministero della Salute 29/04/2020 n.14915 : “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività” https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=73954&parte=1%20&serie=null