Lavoro agile ( smart working), aspetti salienti che la tua azienda dovrebbe sapere prima di metterlo in atto

La legge n. 81 del 22 maggio 2017, ha introdotto la disciplina del Lavoro agile.

Molte aziende hanno iniziato a conoscere questa nuova modalità di lavoro solo ed esclusivamente durante il periodo di emergenza Covid-19.

Le aziende garantiscono ai dipendenti che lavoreranno secondo quanto previsto per la normativa sul lavoro agile:

  • la copertura Inail per eventuali infortuni (circolare n. 48/2017);
  • la medesima retribuzione in misura non inferiore a quanto stabilito per il lavoro in presenza, svolto in azienda.

Accordo

Lo Smart Working o Lavoro Agile per essere valido deve prevedere un accordo tra lavoratore e organizzazione all’interno del rapporto di lavoro subordinato.

Tale accordo stipulato per iscritto per dare regolarità amministrativa e prova, della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, deve essere predisposto per ogni singolo lavoratore.

L’accordo deve prevedere, inoltre le forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro e gli strumenti utilizzati dal lavoratore medesimo.

Aspetto peculiare dell’accordo è stabilire tempi di riposo e misure organizzative necessarie per assicurare la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche durante l’orario di lavoro.

Gli accordi possono essere di due tipologie a tempo determinato o indeterminato.

In un accordo ben strutturato è opportuno indicare le condotte che potrebbero comportare sanzioni disciplinari, come disposto dalla legge 300/70 (Statuto dei lavoratori), nei confronti dei dipendenti rispetto alle indicazioni impartite dal datore di lavoro.

Il periodo di emergenza sanitaria, con il DPCM del 25 febbraio 2020 ed il DPCM del 1° marzo 2020 ha introdotto una procedura semplificata che comunque ha previsto sempre un accordo scritto ma nel caso specifico, aveva carattere cumulativo per tutti i dipendenti che poteva essere gestito con una “comunicazione massiva”.

 

Aspetto pratico preliminare

  • obbligo di un accordo ben strutturato e minuzioso, in forma scritta.

Strumenti elettronici e normativa privacy

La prima attenzione all’atto di avvio del Lavoro agile è sicuramente analizzare gli strumenti elettronici. La tecnologia digitale permette indipendenza nello svolgere l’attività lavorativa senza vincoli di orari e luoghi in cui lavorare.

In base a quanto disposto dal Regolamento Eu 2016/679, le azienda, devono adottare  misure tecniche ed organizzative, idonee a garantire un livello di sicurezza dei dati trattati adeguato al rischio, nel rispetto dei diritti e le libertà delle persone fisiche.

Aspetti pratici;

  • formare ed istruire i dipendenti sulle specifiche procedure da seguire;
  • aggiornare il registro dei trattamenti;
  • predisporre idonea informativa relativa al controllo a distanza dei dipendenti;
  • Aggiornare la policy aziendale.

Sicurezza sul lavoro

La legge sul Lavoro agile (L. n. 81/2017, artt. 18-23) ha delineato in materia di salute e sicurezza sul lavoro un quadro molto semplice ma allo stesso tempo particolarmente incisivo e puntuale.

 

Nell’ambito del Lavoro agile intervengono oltre ai normali obblighi di prevenzione legati all’uso degli strumenti di lavoro, anche fattori di ‘rischio ambientale’ difficilmente valutabili in chiave prevenzionistica proprio perché legati ad ambienti che non sono tradizionali “ambienti di lavoro”.

Obbligo dei dipendenti è quello di cooperare con diligenza nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione non adottando condotte che possano generare rischi per la propria salute e quella di terzi, ed individuare le esigenze connesse alla prestazione stessa. In ogni caso evitare luoghi, ambienti, situazioni da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza».

Il “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro ha regolamentando espressamente le modalità e le forme legittime di accesso nel domicilio dei lavoratori da parte dei datori di lavoro, delle rappresentanze dei lavoratori e delle autorità competenti, al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

L’articolo 3, comma 10, del d.lgs. n. 81/2008 dispone cosa fare e come comportarci nei confronti dei lavoratori che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico.

Aspetti pratici:

  • aggiornamento Dvr;
  • predisporre un’informativa scritta (con cadenza almeno annuale), nella quale devono essere individuati i rischi generali e quelli specifici connessi alla modalità di lavoro al di fuori della sede aziendale;

Si riportano di seguito Le principali raccomandazioni della AgID (Agenzia per l’Italia digitale) per svolgere in sicurezza il lavoro agile sia nelle P.a. che in azienda.

 

– Segui prioritariamente le policy e le raccomandazioni dettate dalla tua Amministrazione

 

– Utilizza i sistemi operativi per i quali attualmente è garantito il supporto

 

– Effettua costantemente gli aggiornamenti di sicurezza del tuo sistema operativo

 

– Assicurati che i software di protezione del tuo sistema operativo (Firewall, Antivirus, ecc) siano abilitati e costantemente aggiornati

 

– Assicurati che gli accessi al sistema operativo siano protetti da una password sicura e comunque conforme alle password policy emanate dalla tua Amministrazione

 

– Non installare software proveniente da fonti/repository non ufficiali

 

– Blocca l’accesso al sistema e/o configura la modalità di blocco automatico quando ti allontani dalla postazione di lavoro

 

– Non cliccare su link o allegati contenuti in email sospette

 

– Utilizza l’accesso a connessioni Wi-Fi adeguatamente protette

 

– Collegati a dispositivi mobili (pen-drive, hdd-esterno, etc) di cui conosci la provenienza (nuovi, già utilizzati, forniti dalla tua Amministrazione)

 

– Effettua sempre il log-out dai servizi/portali utilizzati dopo che hai concluso la tua sessione lavorativa.

 

 

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